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Buoni pasto – “Il docente mangia, il PTA digiuna”


E’ grave, degno di attenzione ed indignazione quello che sta accadendo dentro questo Ateneo, a partire dalla questione mensa. Mentre al PTA viene tolto il buono pasto cartaceo e si mette in piedi un rigido sistema di controllo per far cassa sul nostro cibo, ai docenti viene prorogato con grande generosità il servizio di mensa (CdA del 22/05/12). Professori e ricercatori, pur avendo stipendi di molto superiori alla media del PTA, non sono oggetto di un controllo sui rientri effettuati perché loro non timbrano, limitandosi a produrre semplici autocertificazioni.

Sul buono pasto la nostra organizzazione ritiene che sia deprecabile far cassa sul cibo, in presenza di una casta che tira dritto. Il tentativo dev’essere rimandato al mittente. Anzi, va colta l’occasione per ridiscutere una serie di regole ingiuste di fruizione del buono pasto, dalla pausa pranzo alla durata della giornata lavorativa per maturare il diritto al buono, fra l’altro discriminatorie sotto molti punti di vista e peggiorative del CCNL vigente.

PROPOSTA

Innanzitutto va detto che il contratto nazionale (CCNL in vigore) prevede:

1- che si matura il buono pasto se si effettuano almeno 6 ore e 1 minuto di lavoro, più una pausa;

2- che la pausa minima è di 10 minuti (non mezz’ora);

3- che la pausa può essere fruita anche sul posto di lavoro.

Sulla base di queste evidenze rivendichiamo il BUONO PASTO OGNI GIORNO, con una pausa minima di 10 minuti e senza l’obbligatorietà di recarsi contestualmente nel locale convenzionato per fruire del pasto.

Un commento su “Buoni pasto – “Il docente mangia, il PTA digiuna”

  1. sono schifata dalla ruberia di questo ateneo e penso che sia ora di denunciare i ladri organizzatori facendo intervenire la magistratura.
    la verità provata è che ovumque c’è casta la musica è la stessa.
    il nostro corpo docente e i nostri capi del PTA, fanno esattamente quello che si fa a ROMA..ci avete mai pensato che ai docenti viene pagato lo stipendio tutto l’anno per insegnare solo per qualche mese? e per il resto dei giorni, visto che non timbrano, glielo pagano sulla fiducia di ciò che faranno..
    e quante sono le giornate che gli vengono pagate anche triple?
    pensateci, nello stesso giorno: 1) stipendio, sulla fiducia e senza timbrature,
    2) sono in azienda a stipulare un ricco contratto di “ricerca” dal quale riceveranno grandissimi benefici economici, infatti nei cdd si deliberano i loro ricchi compensi,
    3) il giorno dopo, presentano la richiesta di missione..e siccome anche la durata della missione se la autocertificano, ovviamente ti chiedono la diaria, perchè loro NON POSSONO limitarsi al panino..ecco dimostrato come a TROPPI docenti 1 solo giorno di lavoro viene profumatamente ed indegnamente pagata 3 VOLTE ..è ora di priprenderci la nostra dignità di lavoratori e di prendere a calci nel sedere questa SANGUISUGHE!! ma non vi hanno rotto le balle queste porcherie?

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