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Notizie da un mondo sconosciuto: il CAB ovvero l’Università nell’Università


Lo sapevate che …

1) Quest’anno vengono distribuiti € 98.554,19 a 21 bibliotecari coinvolti nei progetti conto terzi realizzati da novembre 2011 a settembre 2012. Ci chiediamo: quali sono questi progetti? Chi vi partecipa e quanti soldi percepisce?

2) Il Direttore del CAB ha escluso tutta la categoria del personale bibliotecario dalla sperimentazione del telelavoro nell’Università di Padova che si è svolta da dicembre 2011 a giugno 2012 e che ha coinvolto solo 10 colleghe dell’amministrazione centrale.

Il CAB pare stia diventando un ente a parte, separato dal resto dell’Ateneo.

Cerchiamo di approfondire …

1) il CAB riserva proventi conto terzi solo al 10% dei bibliotecari benché il regolamento di Ateneo preveda, che nella determinazione dei compensi, debba essere considerato il lavoro aggiuntivo del personale non direttamente coinvolto in misura proporzionale a quanto riconosciuto al personale direttamente coinvolto e che per questo personale sia prevista un’incentivazione (art. 7 comma 7 del Regolamento per attività eseguite dall’Università degli Studi di Padova a fronte di contratti o accordi con soggetti pubblici o privati).

Nel 2011 sono stati distribuiti € 89.479,30 a 25 bibliotecari; nel 2010 € 35.353 a 15 bibliotecari; nel 2009 € 73.145,93 a 25 bibliotecari.

I bibliotecari coinvolti, su chiamata diretta del dirigente, sono più o meno sempre gli stessi, ogni anno. Tuttavia per permettere a questi (pochi) colleghi/e di dedicare il proprio tempo ai progetti, servono molti altri bibliotecari che mandano avanti i servizi al pubblico, senza riconoscimento di alcun compenso aggiuntivo. Non sarebbe giusto riconoscere una quota anche a questo personale?

2) Nella riunione di contrattazione decentrata di mercoledì 03/10/12 ci è stata presentata la relazione sulla sperimentazione del telelavoro. Dalla relazione è emerso che 9 colleghe che lavorano al CAB, e che erano state individuate come potenziali telelavoratrici, sono state escluse in seguito alla richiesta del Direttore di non partecipare al progetto, negando dunque questa possibilità alle bibliotecarie, donne che hanno avuto un bambino tra il 2009 e il 2011. Ovviamente l’Amministrazione non ha eccepito, accettando questa assurda discriminazione.

Questi due fatti dimostrano quanto bisogno di trasparenza e di equità ci sia nella gestione del Sistema Bibliotecario di Ateneo. Noi cercheremo di seguire con molta attenzione questi aspetti. Intanto abbiamo inviato all’Amministrazione e al Direttore del CAB una richiesta di informazioni sul conto terzi. Vi terremo aggiornati.

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