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UNIPD maglia nera della trasparenza


Coerentemente con gli obblighi previsti dal d.lgs. 33/2013 sulla trasparenza nelle pubbliche amministrazioni, da molti mesi abbiamo invitato senza esito il nostro Ateneo a pubblicare sul sito web i compensi e le spese del rettore, degli organi di governo e dei loro familiari.
Ad oltre un anno dall’entrata in vigore del citato decreto, l’Università di Padova si distingue per essere tra i pochissimi Atenei in Italia a non aver ancora provveduto (solo 7 atenei su circa 70).  Complimenti per l’ottimo risultato!
Ciò è reso possibile anche grazie all’inerzia del “responsabile della trasparenza” e dell’organismo indipendente di valutazione che per gli atenei è il nucleo tecnico di valutazione.
La giustificazione (risibile) attribuisce la responsabilità di questo stato di cose alla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) che avrebbe espresso la propria contrarietà all’applicazione della norma alle università. Purtroppo siamo arrivati ad una tale distorsione del sistema che un’associazione privata, la CRUI appunto, può esercitare pressioni talmente forti da spingere le amministrazioni universitarie a violare precise disposizioni di legge.
Inoltre, da quel che si apprende dai quotidiani, il rettore della nostra università non ritiene obbligatoria la trasparenza quando un organo non è eletto dal popolo, a significare che la collettività che finanzia con le tasse l’istruzione universitaria e la comunità accademica (personale, studenti, ecc.) non avrebbero diritto, secondo il suo pensiero, di conoscere come vengono spesi i propri soldi.
BASTA CON L’OPACITA’ NELLA GESTIONE DELL’ATENEO!
“La Trasparenza è il mezzo attraverso cui le amministrazioni rendono conto delle proprie azioni di fronte alla collettività.”. “Più un’amministrazione è trasparente più si prevengono e si limitano i fenomeni legati alla corruzione”.

PERCHÉ IL RETTORE NON VUOLE PUBBLICARE I DATI?

Considerato che la pletora di organismi di garanzia (presunti tali) non è in grado di assicurare il funzionamento corretto ed equilibrato della gestione dell’Ateneo, la comunità universitaria è obbligata a diventare la SENTINELLA DELLA TRASPARENZA per far fronte al compatto sistema di cooptazione con cui abbiamo a che fare.

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