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Amianto: se lo conosci lo eviti.


Purtroppo così non è stato per l’amianto a Palazzo Maldura.

Qualche giorno fa il responsabile della sicurezza del nostro sindacato, Claudio Bedin, ha segnalato allo S.P.I.S.A.L., per violazione delle norme sul controllo e la bonifica di materiali contenenti amianto, i lavori di rimozione di un pavimento in vinil amianto di un locale ubicato al primo piano di Palazzo Maldura.

Già sotto osservazione da parte della Procura di Padova per motivi di sicurezza, e non solo per il Maldura, l’Università di Padova non ha applicato la legislazione vigente in materia di bonifica dell’amianto, esponendo il personale alla possibile inalazione di queste fibre killer.

E proprio una nota del Direttore del Dipartimento DISLL inviata ai dipendenti a dichiarare:

…. nei lavori per la costruzione della scala nel lato ovest di Palazzo Maldura, sono stati rimosse, senza precauzioni, parti del pavimento del primo piano contenenti fibre di amianto”. E’ lecito allora chiedersi per quale motivo, nonostante ci sia una normativa rigorosa in tema di trattamento dei materiali in amianto, sia potuto accadere che la salute del personale dipendente e degli studenti fosse messa seriamente a rischio?

Tutto ciò è davvero grave e preoccupante!

Mentre gli operai della ditta incaricata dei lavori rimuovevano un pavimento di vinil amianto, sprovvisti di tuta e mascherina, i nostri colleghi stavano lavorando dietro le loro scrivanie.

L’Università ci deve delle spiegazioni.

Dopo la nostra segnalazione allo SPISAL l’Amministrazione si è recata dal personale del Maldura, con la presenza anche di alcuni RLS, rassicurandolo sulla presenza di fibre di amianto nei locali e così i colleghi sono rientrati nei loro uffici, ma non ha fornito documentazione sui risultati delle analisi.

Ma quale rilevanza può avere ricercare le fibre di amianto dopo averlo rimosso?

Anche una sola fibra di amianto può causare il cancro ed anche se dopo il fatto non si trovano tracce, nessuno può affermare con certezza che le persone che vi lavoravano non possano esserne venute a contatto.

In più occasioni ci siamo sentiti rispondere che l’amianto è in matrice compatta e darebbe un esiguo rilascio di fibre. Queste spiegazioni non ci convincono, perché tutte le fibre di amianto sono cancerogene.

La IARC (International Agency For Research On Cancer), ha chiarito che ogni materiale di amianto è dannoso, inserendo tutti i tipi di asbesto tra le sostanze cancerogene del gruppo 1. (cfr. IARC Monographs supplement 7, Asbestos (group 1), 106-116, 1987).

Non esiste un limite di soglia al di sotto del quale non c’è rischio,  come affermato dalla IARC e pertanto come conferma la stessa agenzia, ogni fibra è dannosa alla salute: At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” (cfr. Iarc Monographs On The Evaluation Of Carcinogenic Risks To Humans, Volume 14, Asbestos, Summary Of data Reported And Evaluation, Asbestos, Last Updated: 26 March 1998.

Nella storia del nostro Ateneo l’azione di messa in sicurezza e di bonifica dell’amianto non è sempre stata condotta in modo corretto. Inoltre l’amianto è presente ancora in molte strutture, in cui lavora personale che spesso non ne è consapevole.

E’ giunto il momento di capire quanto amianto è presente nelle strutture universitarie e di fare chiarezza sul rischio che ognuno di noi corre calpestando ogni giorno pavimenti in vinil – amianto, vivendo una buona parte della propria vita lavorativa con tubature coibentate in cemento amianto sopra la testa e bevendo l’acqua pubblica che scorre su tubature in cemento amianto.

vogliamo un’università senza amianto

tutti insieme si può

Invitiamo tutto il personale che ha dubbi sull’esistenza di pavimenti, tubature, pannelli o altri materiali in amianto nella propria struttura a rivolgersi al nostro sindacato.

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