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Trasparenza e sprechi. Molto più di una cena al ristorante …


Per il funzionamento degli Organi di Ateneo si spendono oltre 1.200.000 euro l’anno”

Da qualche settimana abbiamo lanciato una forte campagna di sensibilizzazione sulla trasparenza e sugli sprechi del nostro Ateneo, in particolare per quel che riguarda le ingenti spese per indennita’, compensi e gettoni di presenza e per il funzionamento degli Organi.

Il CdA ha risposto definendo le nostre denunce “distorsioni gratuite” e dichiarando che il gettone di presenza per i consiglieri e i senatori (circa 200 euro a riunione) “equivale al costo di una cena al ristorante”. Con tale irriguardoso e improprio legame fra il costo di una cena e l’importo del gettone, i nostri “governanti” hanno dato prova di scarsa conoscenza del valore degli stipendi del personale.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/10/04/news/il-cda-del-bo-indennita-nessuno-spreco-1.10053605

Vogliamo qui ribadire, coinvolgendo in questo tutta la comunita’ accademica, che non si tratta di “distorsioni gratuite e ripetutamente espresse da rappresentanti sindacali locali”, ma della denuncia di circostanze di spreco di denaro pubblico (1.200.000 euro annui per il funzionamento degli organi) su cui non puo’ che rimanere sospeso il giudizio.

All’Università “La Sapienza” di Roma, la maggiore universita’ italiana, con quasi il doppio di studenti e di dipendenti rispetto alla nostra, si pagano 54.000 euro di indennita’ di carica al Rettore, 27.000 euro di indennita’ al Prorettore Vicario e 80 euro per il gettone di presenza. Circa la meta’ rispetto a Padova. Dobbiamo dedurre che a Roma le cene costano meno che a Padova?

E ancora, mediamente i sindaci delle piu’ grandi citta’ italiane percepiscono un’indennità piu’ bassa del nostro Rettore e se sono dipendenti devono chiedere l’aspettativa non pagata. Il Rettore percepisce oltre all’indennita’ anche lo stipendio pur essendo esonerato di fatto da carichi didattici e di ricerca.

Del resto il Rettore ama definirsi manager in quanto non ha mai voluto un’effettiva divisione fra organi di indirizzo politico (elettivi) e organismi deputati alla gestione (manageriali). Preferisce infatti mantenere un ambito funzionale indistinto dentro il quale il ruolo del Rettore tende a confondersi con il ruolo del Direttore Generale. Tale deformazione del sistema e’ una delle ragioni dell’insano proliferare di ingenti indennita’ di carica.

E mentre aumentano i costi della “macchina politica” gli stipendi dei dipendenti sono fermi da 5 anni. In un momento di così grave difficoltà queste disparità di condizioni risultano inaccettabili.

Possiamo garantire sin d’ora i nostri colleghi che se non arriveranno ben presto azioni concrete su questo versante, non saranno poche maldestre dichiarazioni di improvvida autodifesa dei nostri “governanti” che ci dissuaderanno dal continuare la denuncia a tutti i livelli.

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Un commento su “Trasparenza e sprechi. Molto più di una cena al ristorante …

  1. […] Vicario, il Direttore Generale, si taglino un po’ delle loro principesche indennità, tolgano i gettoni di presenza in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, risparmino sugli sprechi, anziché fare cassa […]

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