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Scandalo conto terzi


Oramai siamo abituati a vederne e sentirne di tutti i colori, noi però abbiamo fiducia che i
lavoratori e le lavoratrici abbiano ancora la capacità di scandalizzarsi, poiché solo dalla presa di coscienza delle ingiustizie può derivare il cambiamento.
Abbiamo finalmente ricevuto i dati sulla distribuzione dei proventi conto terzi al PTA dentro
l’Università di Padova (vedi allegato) e la faccenda è molto seria. Oggi non è più un sentito dire, i numeri sono sotto il nostro naso e, anche se i nominativi sono stati oscurati, abbiamo il quadro dell’iniquità e della forbice assurda ed immorale tra i baciati dalla fortuna e i figli di nessuno.
Al CAB, per esempio, lavorano quasi 200 persone ma solo 30 prendono il conto terzi e qualcuno supera i 4.000 euro per arrivare fino a 9.000. Al Centro di Calcolo si va da 300 a 7.000 euro (23 volte di più). Al Dipartimento FISPPA si passa da 11 euro a 5.400 euro, 490 volte di più. Il Dipartimento ICEA non scherza, 110.000 euro di conto terzi, con un fortunato che porta a casa 33.000 euro (30%) mentre il più povero si deve accontentare di 80 euro (420 volte di meno). Il Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali è una manna per chi ci lavora, 105.000 euro da spartire in 21 persone, ma le disuguaglianze sono vergognose, da 1.500 euro a 14.000 euro con ben 7 persone sopra i 5.000 euro
C’è anche un esempio (quasi) virtuoso, il CLA, che distribuisce il conto terzi uguale per tutti, tranne per una persona, nessuno è perfetto! Poi ci sono i molti che non vedono il becco di un quattrino, ad esempio i colleghi dello Storione, ma anche molti altri che lavorano in dipartimenti e centri che non fanno conto terzi perché nella geografia organizzativa i posti non sono tutti uguali e sapersi spostare dove è più conveniente è un’abilità che s’impara attraverso l’astuzia e le amicizie giuste.
Da molto tempo denunciamo questo scandalo, accuratamente coperto dai rettori e dai dirigenti che si sono succeduti negli anni. E’ ora di finirla!
Finalmente nel Protocollo d’Intesa 2016 con la Parte Pubblica abbiamo inserito la modifica del regolamento conto terzi. La nostra proposta è che chi svolge conto terzi in orario di servizio non venga direttamente remunerato e che l’introito vada ad aumentare il Fondo Comune distribuito con criterio perequativo a tutto il PTA. Chi svolge conto terzi oltre le 36 ore dev’essere pagato come straordinario a valere sui fondi dei progetti conto terzi. Dovranno essere aboliti tutti i regolamenti “fai da te” interni alle strutture (diversi l’uno dall’altro) attraverso un accordo complessivo, applicato a tutto l’Ateneo a garanzia di equità, imparzialità e trasparenza.

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