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Quelli del NO non sono i sindacati


Non siamo riusciti a chiudere la contrattazione integrativa 2019 perché la Parte Pubblica ha detto NO, preferendo al confronto, la via dell’atto unilaterale.

E’ vero, non potevamo accettare le PEO per pochi perché non volevamo una guerra fra il personale. Non è vero invece che in un arco temporale pluriennale tutti accedono alla PEO perché dal terzo anno possono partecipare quelli che l’hanno passata il primo anno e quindi non ci sono criteri che possano garantire che non ci sia chi fa PEO ripetute a scapito di chi non ne fa neanche una. L’amministrazione fa passare un messaggio fuorviante ma chi conosce l’ambiente che ci circonda sa benissimo come va il mondo quando ci sono di mezzo le “selezioni”. Il periodo per una manovra PEO per tutti va quindi diminuito, non prolungato negli anni. Abbiamo rigettato anche la proposta del test per fare la PEO, fra l’altro non prevista dal CCNL e umiliante per il personale.

Nonostante le difficoltà avevamo tuttavia accettato un accordo economico che di fatto avvantaggiava l’amministrazione, con l’unica condizione, in linea con quanto proposto dall’RSU, che ci fossero contestualmente impegni formali sull’avvio di una contrattazione vera sulle indennità di responsabilità, sul welfare e finalmente una data certa (gennaio 2020) per il nuovo sistema dei buoni pasto, che è ormai un tira e molla che va avanti da un anno e che rischia di diventare una presa in giro per il personale.

E invece la Parte Pubblica ha detto NO, si è rifiutata di prendere impegni per avere le mani libere e ciò dimostra come fin dall’inizio non avesse mai cercato un accordo serio. Così hanno fatto saltare il banco con l’atto unilaterale, unica università in Italia a procedere per questa via, d’altra parte siamo i primi della classe anche nelle cose peggiori.

Il nodo centrale è la c.d. riorganizzazione e le indennità di responsabilità. In pratica la Parte Pubblica pretende che i sindacati diano il proprio consenso alle loro disastrose manovre in ambito organizzativo. Ma la conosciamo bene questa riorganizzazione e noi tutti vediamo in quale caos siamo sprofondati e quanti danni si stanno producendo.

Oltre a fare del male alle persone e a creare inefficienze, questa riorganizzazione destruttura il Contratto Nazionale per quanto riguarda la disciplina delle mansioni e l’inquadramento delle categorie. Sarà difficile nel 2020 ripartire se persiste questa linea di rottura da parte del DG e del Rettore. Ci proveremo, noi non ci siamo mai tirati indietro, ma devono accettare di avere di fronte una delegazione sindacale che mette come priorità la difesa dei diritti e l’unità del personale.

***

P.S. al seguente link trovate la proposta dell’RSU, approvata anche dal nostro sindacato, che la Parte Pubblica ha rifiutato, sebbene accettasse praticamente ogni sua richiesta.

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