Lascia un commento

Esclusione dello Snals dalla contrattazione decentrata

I sindacati firmatari del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, Cgil-Cisl-Uil-Gilda, con condotta assolutamente scorretta e contraria agli interessi del personale, stanno esercitando fortissime pressioni sulle amministrazioni universitarie al fine di estromettere la nostra sigla dalla contrattazione decentrata.
Si tratta di un comportamento antidemocratico che lo SNALS ha denunciato a tutti i livelli, in particolare attivando un procedimento giudiziale teso ad ottenere l’ammissione alla contrattazione integrativa anche ai soggetti sindacali rappresentativi, ancorché non firmatari del CCNL.
Lo Snals a livello nazionale ha una rappresentatività di circa il 12% e all’Università di Padova è il primo sindacato. Nonostante questo il Direttore Generale ci ha escluso da ogni forma partecipativa.
La scelta dello Snals di non sottoscrivere il CCNL è un atto di coerenza ed è motivato dal fatto che lo stesso contratto è peggiorativo delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici, per questo il comportamento dei sindacati di cui sopra risulta censurabile da ogni punto di vista, poiché escludere una voce di dissenso e di garanzia è manifestamente contro gli interessi del personale che si vorrebbe rappresentare. Lo Snals proseguirà nel cammino intrapreso e adotterà tutte le iniziative possibili per garantire il reale esercizio dei diritti sindacali nel quadro delle norme sulla partecipazione.
Il personale non deve in alcun modo preoccuparsi. Sapremo fare fronte ad ogni difficoltà e saremo in grado di rappresentare il PTA come abbiamo sempre fatto, anzi questo rozzo tentativo di farci fuori ci rafforza, perché ci mette nelle condizioni di dare voce a quella parte maggioritaria di personale che chiede un’alternativa ai sindacati arrendevoli dinanzi alla gravissima perdita di diritti e dignità.
Annunci
Lascia un commento

Risultati elezioni RSU

Sono definitivi i risultati delle elezioni RSU dell’Università di Padova. Il nostro sindacato ha mantenuto il proprio consenso, con un aumento di 2 voti rispetto al 2015 e 1 delegato in più nella ripartizione dei seggi. FGU Gilda (ex Cisal) ha incrementato di 11 voti, la Cgil ha avuto una lieve flessione, meno 9 voti, la Uil è crollata perdendo 60 voti e la Cisl è sprofondata a quota 69, ben 99 voti in meno. Uninsieme si è affermato come il sindacato che ottiene il maggiore incremento (+ 161 voti), un autentico exploit che sicuramente interroga tutti noi sulla voglia di cambiamento espressa dal PTA.

Alle elezioni RSU del 2012 Cgil-Cil-Uil ottennero 932 voti e 16 delegati su 24, ora la triplice si ferma a 624 voti e 11 delegati su 27. Un crollo verticale che le fa perdere la maggioranza in RSU; si tratta di una svolta storica.

L’RSU è così composta:

  • 6 delegati Snals Confsal
  • 7 delegati Uninsieme
  • 8 delegati Cgil
  • 3 delegati FGU Gilda
  • 2 delegati Uil
  • 1 delegato Cisl

Tabella con i voti di lista e le preferenze dei singoli candidati

Lascia un commento

Riorganizzazione dell’amministrazione centrale: un caos.

In questi giorni stiamo girando l’Ateneo per parlare con voi del nostro programma per le elezioni RSU.  Fra le tante problematiche di cui ci avete fatto partecipi, quella che preoccupa di più in questo momento è il caos della riorganizzazione dell’Amministrazione Centrale, riorganizzazione che ora si estenderà ai dipartimenti.

Quando è stata annunciata la riorganizzazione non abbiamo assunto posizioni preconcette, consapevoli che il cambiamento non è di per sé un fattore negativo. L’opinione che ci siamo fatti nel corso di questi mesi deriva essenzialmente dai feedback che abbiamo ricevuto dai colleghi. In generale c’è una situazione di forte sofferenza.

I processi non sono chiari e si naviga a vista. I nuovi capi servizio (ora denominati direttori e direttici) spesso non hanno esperienza nel settore che è stato loro affidato, in taluni casi sono stati trasferiti d’ufficio, senza tenere conto delle competenze e dell’esperienza maturata.

Sono aumentate le posizioni di responsabilità, con inserimento di livelli verticali anche dove non ce n’era alcun bisogno. Rispetto alla situazione precedente abbiamo più persone che comandano e meno persone che lavorano, con aggravio dei carichi per chi ha mansioni esecutive.

Sono stati liquidati molti EP, alcuni ora sono senza incarico ma devono essere pagati ugualmente come da contratto. Sono stati affidati incarichi di capo ufficio a dipendenti di categoria inferiore rispetto al personale che hanno in staff, ad esempio categorie D gerarchicamente sovraordinati a categorie EP, con conseguente aumento delle risorse da prelevare dal salario accessorio, che oltre a pagare gli EP senza incarico, dovrà pagare i D con gli incarichi da EP.

Questo è il bilancio della riorganizzazione dello Storione, almeno da quanto emerge discutendo con il personale coinvolto, il quale vive purtroppo in un preoccupante clima di paura e di sospetto.

E’ evidente che c’è una strategia dietro tutto questo, che è essenzialmente quella di creare un ambiente dominato dalla rassegnazione e dall’assenza di motivazione, attraverso lo stimolo alla competizione e allo scontro interno per il raggiungimento della “performance”. Abbassare la capacità di reazione del personale significa controllarlo, renderlo piatto e quindi interscambiabile. E’ l’ideologia del management.

La valutazione collegata agli incentivi del salario accessorio e del fondo comune è il mezzo perfetto per dividere e aumentare la conflittualità. Tutto il personale deve avere ben chiaro che da quest’anno al voto della pagellina corrisponderà una diretta variazione di retribuzione, in misura “proporzionale alle risultanze della valutazione individuale”. E’ un grande salto di qualità, voluto dal DG e avallato da quei sindacati che, per “senso di responsabilità”, firmano sempre tutto.

Vedi art. 6 comma 5 del contratto integrativo 2017/2018.

Per opporsi a questo modello competitivo e manageriale, dannoso per il benessere lavorativo e per nulla efficiente in termini di risultati, vota SNALS CONFSAL alle elezioni RSU. Se avremo la maggioranza metteremo un argine a questo uso sconsiderato della valutazione.

Lascia un commento

Sindacato for dummies

I lavoratori pubblici sono suddivisi ai fini contrattuali in comparti. Attualmente i comparti di contrattazione sono 4. Il nostro è il comparto istruzione e ricerca.
I soggetti contrattuali sono i Sindacati rappresentativi a livello nazionale e le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU). I sindacati rappresentativi sono quelli che raggiungono almeno il 5% nella media tra il dato associativo (cioè gli iscritti) e il voto alle elezioni RSU.
Nel nostro Ateneo i sindacati rappresentativi sono 5. Lo Snals Confsal è il sindacato maggiormente rappresentativo, seguono Cgil, Cisl, Cisal, Uil. Ci sono poi i sindacati c.d. non rappresentativi, cioè che non raggiungono il 5%: Cub, Uninsieme e altri minori.
La RSU è una rappresentanza sindacale eletta da tutto il personale in servizio nel luogo di lavoro e dura in carica 3 anni.
Sindacati e RSU hanno il compito di rappresentare i lavoratori all’interno dell’ente, trattando a livello decentrato (contrattazione integrativa) gli istituti previsti dal contratto nazionale (CCNL).
La composizione dell’RSU dipende dal numero di dipendenti in servizio all’interno dell’ente. I dipendenti dell’Università di Padova sono chiamati il 17-18-19 aprile 2018 ad eleggere 27 delegati RSU.

Approfondimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sindacato
https://it.wikipedia.org/wiki/Rappresentanza_sindacale_aziendale
https://www.wikilabour.it/Rappresentanze%20Sindacali.ashx?From=RSU

Lascia un commento

Elezioni RSU – Lista Snals Confsal

La nostra squadra per le elezioni RSU dell’Università di Padova.
Esperienza e rinnovamento: 32 candidati/e di cui ben 18 persone in lista con noi per la prima volta. Siamo il primo sindacato in Ateneo e vogliamo continuare a crescere perché l’unione fa la forza.

VOTA SNALS CONFSAL

Vedi la lista e leggi il programma

Lascia un commento

L’accordo Robin Hood al contrario

E’ sottoscrivendo con responsabilità e determinazione, accordi con incrementi economici e regole favorevoli che si fa l’interesse del personale. Il mondo delle chiacchiere per avere un po’ di visibilità non ci interessa”.

Così si chiude il comunicato di FLC CGIL e UIL RUA di qualche giorno fa. Bene, andiamo a vedere chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso da questo accordo, perché sia ben chiaro, i soldi rispetto agli anni precedenti non sono aumentati, 1.600.000 euro per il Fondo Comune, stabili dal 2015.

Nel 2015 una parte del Fondo Comune è andata ai Progetti di Ateneo (210.000 euro) quindi è stato distribuito l’86% della somma totale. Alle categorie sono andati (considerando un contratto a tempo pieno, 36 ore):

  • categoria B: 858 euro

  • categoria C: 808 euro

  • categoria D: 759 euro

  • categoria EP: 660 euro

Con l’accordo 2017/2018 viene distribuito il 100% di 1.600.000 perché i Progetti di Ateneo non ci sono più. A febbraio 2018 ci è stata data metà della cifra totale, mentre l’altra metà sarà erogata sulla base della valutazione. Poniamo che venga distribuita a saldo la stessa cifra dell’acconto, considerando, in linea teorica, una valutazione piatta. Queste sono le cifre:

  • categoria B: acconto di 349 + saldo di 349 = totale 698 euro

  • categoria C: acconto di 388 + saldo di 388 = totale 776 euro

  • categoria D: acconto di 427 + saldo di 427 = totale 854 euro

  • categoria EP: acconto di 427 + saldo di 427 = totale 854 euro

Ne consegue che le categorie B e C hanno perso retribuzione mentre ci hanno guadagnato la categoria D e soprattutto la categoria EP. Infatti:

  • categoria B: -160 euro

  • categoria C: -31 euro

  • categoria D: +94 euro

  • categoria EP: +194 euro

In definitiva, ci sono accordi e accordi. Questo è un accordo che toglie a chi ha di meno per darlo a chi ha di più, che era da molto tempo il desiderata dell’amministrazione. Così ha ottenuto quel che voleva.

Lascia un commento

Il personale tecnico amministrativo declassato in serie B

Succede che sotto le feste di Natale, mentre Rettore e Direttore Generale elogiavano il contratto integrativo appena firmato, con tanto di video sul sito web e clamore mediatico, in CdA veniva messo a segno l’ennesimo atto di spregio nei confronti del PTA.

E’ stato infatti modificato il Regolamento Missioni e siccome bisognava risparmiare, così risulta dalla delibera, al PTA non verrà più riconosciuto l’orario straordinario, così dovrà lavorare gratis. Inoltre il PTA tutto è stato tolto dalla fascia 1, quella per intenderci nella quale si può viaggiare in prima classe in treno ed aereo e relegato nella fascia 2, quella delle persone “normali”, che viaggiano in economy, riservando la fascia 1 solo ai docenti. Intendiamoci, a noi non importa un bel niente sederci sui sedili di pelle ma è il gesto che ci indigna. Se bisogna risparmiare, che si vada tutti in seconda classe, compresi docenti, dirigenti, direttori e rettore, senza queste ignobili differenziazioni.

Facciano un bel gesto il Rettore, il Prorettore Vicario, il Direttore Generale, si taglino un po’ delle loro principesche indennità, tolgano i gettoni di presenza in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, risparmino sugli sprechi, anziché fare cassa sul personale. E ritirino questa indegna delibera!

Anche nel nostro Ateneo si riproducono i peggiori vizi della casta, sempre pronta a levare agli altri e mai a se stessa. VERGOGNA!!!