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Il personale non può più accettare


E’ di una gravità senza precedenti il comportamento dell’Amministrazione, che, pur avendo a suo tempo sottoscritto e firmato gli accordi, minaccia oggi di impedirne la completa esecuzione. Devono essere liquidate subito tutte le spettanze previste negli accordi sottoscritti il 5 dicembre 2011. Vogliamo relazioni sindacali corrette e trasparenti.

Giù le mani dai buoni pasto. L’Amministrazione non può modificare unilateralmente la gestione dei buoni pasto senza convocare prima le parti per elaborare un piano di riassetto complessivo. Lo prevede il contratto e la delibera del CdA. Il Piano deve mantenere l’uso del buono cartaceo, lasciando tutti liberi di scegliere il sistema più congeniale alla proprie personali esigenze. Denunciamo l’intollerabile disparità di trattamento nel diritto al pasto rispetto al personale docente, che non timbra e per fruirne è chiamato a semplici autocertificazioni.

Sull’attuazione del programma triennale del fabbisogno del personale T/A, ribadiamo che tuttii lavoratori devono essere inseriti al più presto nell’organigramma delle strutture. In ogni caso i concorsi pubblici dovranno essere del tutto trasparenti, formulati per categorie e aree professionali e non per posizioni specifiche. La cd. valutazione motivazionale dei candidati va eliminata dai concorsi perché si presta ad abusi.

Da mesi attendiamo l’apertura delle trattative sulla mobilità interna, dopo che le RSU l’anno scorso hanno presentato una proposta di Regolamento all’Amministrazione. La mobilità deve seguire le regole contrattuali, non le simpatie dei capi o il criterio del chi primo arriva meglio alloggia, con scarti (posti inappetibili) assegnati attraverso il Prisma.

I lavoratori e le lavoratrici sono esasperati da classi dirigenti poco lungimiranti ed inaffidabili, nonché irrispettose del ruolo e della dignità che essi meritano. Però c’è da interrogarsi sulle cause. Se esiste una pesante responsabilità amministrativa da parte della dirigenza, chi PERMETTE che tutto questo avvenga non è forse ancora più pesantemente responsabile?

Bisogna comprendere che se il Rettore e i docenti del suo entourage, cioè gli organi di governo politico dell’ateneo, non rimuovono gli ostacoli che impediscono corrette relazioni sindacali, significa che sono loro i garanti dello sfacelo che da tempo denunciamo. E’ una constatazione amara ma sembra purtroppo che la mission della componente che ha in mano la governance di questo ateneo sia quella di relegare il PTA a mero strumento, rigettando ogni sua legittima rivendicazione ad essere trattato con la dignità che la categoria merita.

La responsabilità del rettorato Zaccaria è a nostro avviso pesantissima e farebbe bene a prenderne atto quanto prima, per dare una svolta radicale al modello di gestione adottato, se non altro per il bene dell’istituzione, che non può permettersi a lungo un tale livello d’inefficienza.

Venerdì 15 giugno, ore 9.30, assemblea cod.007

Sotto il palazzo del BO, facciamoci sentire, partecipiamo tutti!

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